UNA RETE MULTIMEDIALE PER I BAMBINI RICOVERATI IN ISOLAMENTO

Ins.te C. Bizzarri, Dott. M. Capurso
Ins.ti Scuola Elementare 1° Circolo Didattico - Perugia
Progetto BAMB.I. (BAMBini Insieme)

dagli Atti del Seminario Nazionale Interdirezionale
Le Nuove Tecnologie nella Scuola In Ospedale

Genova, 2-3-4 Aprile 1998

con la collaborazione di:

Giselda Bruni, Claudia Ciacci, Stefania Finauro, Antonella Formato, Melania Scarabottini- Insegnanti dei I Circolo Didattico,
in servizio presso il Rep. di Oncologia Pediatrica dell'Ospedale "Silvestrini" di Perugia
e di Gabriele Goretti - Direttore Didattico I Circolo Perugia

Parole chiave:

telematica, didattica, tecnologie, bambini, lungodegenza, scuola, cooperazione.

Introduzione

Quando un bambino si ammala ed entra in ospedale, tutto il suo mondo subisce dei cambiamenti improvvisi e misteriosi. Le persone, i luoghi, gli oggetti attorno a lui assumono fisionomie e forme nuove, sconosciute. Gli stessi ritmi di vita vengono condizionati dalla routine dell'ospedale e dalle limitazioni imposte dalle malattia.

Ma il bambino resta sempre tale, pur in questa strana atmosfera che assomiglia a volte ad un sogno e a volte ad una realtà un po' difficile da capire. Resta sempre un bambino con la volontà e la forza di vivere, di giocare, di ridere e conoscere: un bambino per il quale ci si deve comunque impegnare in relazione a tutti i suoi molteplici e complessi bisogni.

La scuola si avvicina a questa realtà con rispetto e comprensione, ma anche con la consapevolezza di essere spesso la "cosa più a misura di bambino" dell'interno ospedale. Deve però sapersi mettere in discussione, adattando la proposta educativa ai profondi e complessi bisogni del bambino malato, che non sempre coincidono con quelli degli altri studenti "esterni". La tecnologia può aiutare molto un bambino in isolamento (ne è un esempio il sistema BIMB.I. realizzato dal Comitato per la Vita "Daniele Chianelli" presso il Reparto di Oncologia pediatrica dell'ospedale "Silvestrini" di Perugia e gestito dagli insegnanti del Primo Circolo Didattico), ma pone anche degli interrogativi e dei problemi di gestione che non possono essere ignorati se si vuole fame un uso davvero formativo e non legato a situazioni puramente occasionali.

Cominciamo proprio da questi

Perché le tecnologie didattiche nella scuola in ospedale?

Le tecnologie didattiche nella scuola in ospedale possono essere prese in considerazione sia dal punto di vista del bambino che da quello degli operatori

Per il bambino possono rappresentare un "PONTE CON L'ESTERNO".

Per gli operatori sono una opportunità di avere CONTATTI E SCAMBI DI ESPERIENZE CON ALTRE REALTA' OSPEDALIERE, attraverso:

Quale progetto educativo?

Compito di ogni insegnante è quello di elaborare all'inizio di ogni anno scolastico un progetto educativo-didattico che preveda, oltre agli obiettivi generali, agli obiettivi specifici, ai contenuti, alle attività e verifiche, anche mezzi e strumenti necessari per poter svolgere le attività programmate.

Gli strumenti che usualmente caratterizzano tali progetti riguardano solo in parte apparati tecnologici e in genere si limitano ad indicare la televisione, o il videoregistratore. I computer vengono utilizzati solo da pochi insegnanti, quelli per così dire, che hanno una particolare attitudine personale verso la "tecnologia".

Alcune scuole in ospedale dispongono invece di una ricca dotazione, che può comprendere non soltanto una rete di comunicazione informatica, ma anche postazioni di televideoconferenza. Agli insegnanti che operano in queste strutture viene ormai usualmente richiesto di utilizzare questi strumenti tecnologici all'interno delle programmazioni educativo-didattiche, nonostante la loro conoscenza sia ancora poco diffusa, anche in relazione al fatto che queste tecnologie non sono facilmente fruibili dalla maggioranza dei docenti

Un progetto educativo dovrebbe sempre prevedere un certa dose di elasticità e flessibilità, così da potersi adattare a cambiamenti di rotta e mutate esigenze di programmazione. Queste caratteristiche diventano essenziali nella scuola in ospedale, dove non si deve tener conto soltanto dell'aspetto educativo, ma anche di quello sanitario e dalle priorità da esso rappresentato. Tempi e modalità operative devono essere programmati con particolare attenzione, non usuale nella scuola "normale", dovendo conciliare gli obiettivi didattici con lo stato di salute del bambino e le sue esigenze di cura.

Bambino protagonista del progetto educativo?

In questa particolare situazione il bambino può realmente diventare protagonista dei progetto educativo. Nella realtà della scuola in ospedale il rispetto della individualità e dei bisogni non possono limitarsi ad enunciazioni di principio, ma devono informare sin dall'inizio ogni tipo di programmazione, sia o no previsto l'uso di strumenti tecnologici.

Questo rispetto impone, ad esempio, la necessità di concordare con ogni singolo bambino:

Questo ci sembra indispensabile al fine di tutelare i particolari bisogni del bambino ospedalizzato.

Nella nostra esperienza ci siamo anche resi conto della necessità di tenere in considerazione il periodo evolutivo del bambino che utilizza lo strumento tecnologico, ad esempio sistemi di comunicazione multimediale.

Per i bambini più piccoli crediamo sia necessaria la presenza dell'adulto come figura di mediazione e di aiuto, specie nei momenti in cui la conversazione può farsi difficile. Inoltre preparare precedentemente una scaletta di conversazione potrà rendere più facile la comunicazione (cfr. appendice).

Per quanto riguarda gli adolescenti il problema è rimasto aperto: ci stiamo chiedendo se sia necessario lasciare degli spazi che vengano gestiti in modo autonomo dai ragazzi, viste le particolari esigenze proprie di questa età.

Quali risorse umane per i sistemi multimediali?

Infine è necessario riflettere su alcuni problemi che ostacolano l'utilizzazione dei sistemi informatici nel quotidiano.

Nella nostra realtà abbiamo constatato che pochi docenti possiedono una preparazione in questo campo e che la maggioranza di essi non sono in grado di utilizzare correttamente le tecnologie didattiche.

Inoltre non è facile conciliare le esigenze di un aggiornamento addirittura indispensabile, con il lavoro all'intemo dell'ospedale, che oltre alla normale attività di un'insegnante prevede una serie di impegni aggiuntivi (ad esempio riunioni con équipe medica e psicologica o con esperti).

Inoltre computer e altri apparecchi richiedono una manutenzione ordinaria (talvolta anche banale, ma non sempre semplice) che presuppone una buona conoscenza del sistema che si usa ma che sarebbe assurdo assegnare in appalto a tecnici esterni (es. si stacca il filo del mouse, si allenta lo spinotto del monitor, ecc.). E' necessario quindi prevedere (e riconoscere!) un "addetto ai sistema tecnologici" all'interno del team docente (come del resto fanno tutte le aziende che usano i computer con i cosiddetti "amministratori di sistema") al quale affidare risorse, aggiornamento, e soprattutto tempi di lavoro.

Gli interrogativi che abbiamo fin qui proposto e gli spunti di riflessione da essi scaturiti rappresentano la cornice generale che caratterizza il nostro particolare ruolo di insegnanti in ospedale.

Nel seguito di questo lavoro delineeremo più in dettaglio il nostro modello operativo ed organizzativo, nella convinzione che un confronto tra diverse esperienze potrà contribuire a migliorare la nostra professionalità e la nostra umanità.

La situazione in cui si opera

Il reparto di oncologia pediatrica, situato al quinto piano della struttura ospedaliera, è dotato di undici posti letto e accoglie bambini e ragazzi di età compresa tra 0 e 16 anni. L'accesso al reparto è consentito esclusivamente ad un genitore per ogni paziente e di norma non sono ammesse altre visite esterne. La durata media della degenza di un bambino con patologie oncologiche è di 1 - 2 mesi ma bambini sottoposti a trapianto di midollo osseo o per i quali subentrano complicazioni possono restare in ospedale anche fino a 5 o 6 mesi. All'interno del reparto è presente un piccolo locale adibito a sala giochi ed una sala ritrovo per i genitori.

Un secondo spazio didattico è situato al primo piano, presso il Day Hospital pediatrico (generale ed oncologico).

Il progetto BAMB.I.

Nel corso del 1991, il reparto di oncoematologia è stato completamente ristrutturato. Tutte le spese relative ai lavori, all'arredo e a parte della strumentazione sanitaria sono state sostenute dal Comitato per la Vita "Daniele Chianelli" (la locale associazione di genitori di bambini con patologie oncologiche) e dalla ditta Grifolatte di Perugia.

In quell'occasione il Comitato Chianelli propose all'équipe pliridisciplinare del reparto di realizzare un sistema di comunicazione che consentisse a tutti i bambini ricoverati di comunicare, lavorare e giocare in gruppo, con il fine di superare le inevitabili barriere poste dal regime di isolamento. Della progettazione del sistema fu incaricato Michele Capurso, pedagogista esperto di tecnologie didattiche.

Fu così elaborato un progetto i cui obbiettivi sono stati definiti seguendo tre principali aree intervento:

  1. Comunicazione:

La comunicazione in rete è attivabile solo se chi riceve una chiamata desidera farlo. Nessuno degli apparecchi delle camere può essere acceso dall'esterno senza il consenso del paziente.

  1. Apprendimento
  1. Gioco

Caratteristiche tecniche del sistema

La rete è composta da 10 postazioni, sistemate all'interno del reparto e del day hospital, e da una sala di controllo. Ciascuna postazione è composta da:

Ciascuna stazione può essere collegata a qualsiasi altra in audio, video, e attraverso il computer. E' anche possibile effettuare collegamenti multipli tra più postazioni.

La regia è fornita di 4 monitor che consentono il collegamento simultaneo anche con tutte le camere. Il computer centrale è dotato di scanner, lettore CD-ROM, unità a dischi magneto ottici, tavoletta grafica e modem.

Tutti i computer sono dotati di una ampia raccolta di software ludico-didatico.

Proprio come accade a scuola e nel cortile di casa, dove ciascun bambino può scegliere se parlare ad alta voce per farsi sentire da tutti, o sussurrare una frase "segreta" al compagno che gli sta accanto, il sistema Bamb.I. consente sempre di scegliere tra una discussione di gruppo o un dialogo privato.

Come è utilizzata la rete

Per utilizzare nella maniera più corretta il sistema Bamb.I. non bastava aver definito con attenzione obiettivi e caratteristiche della rete. Bisognava avviare un periodo di prove e sperimentazioni. Anche se questo periodo non può ancora dirsi concluso, abbiamo avuto modo di verificare alcune attività che possono essere svolte in maniera efficace:

comunicare con più di un bambino alla volta. La rete ci consente di creare attività e situazioni cooperative anche se i bambini sono in isolamento e non si possono incontrare direttamente. Il computer, grazie all'ottimo software di gestione di rete Timbuktu Pro, viene utilizzato come lavagna elettronica condivisa, consentendo ai bambini di leggere, scrivere e disegnare su uno schermo che è visto da tutte le persone collegate in quel momento. Questo è uno degli utilizzi più interessanti, perché i bambini lavorano e giocano proprio come se fossero in classe. Le attività effettuate più spesso riguardano la creazione di storie o di disegni "comuni", ma ci capita anche di effettuare con i bambini delle conversazioni guidate per parlare di eventi esterni, per svolgere insieme una piccola lezione scolastica, o talvolta per far raccontare delle esperienze che vivono all'interno dell'ospedale.

Usare Internet con i bambini per giochi, ricerche, scambio di messaggi. Nell'ambito della rete è attivo anche un sistema di posta elettronica, che consente l'invio e la ricezione di messaggi tra le stanze o da e verso Internet. I lavori più interessanti dei bambini vengono raccolti (tempi permettendo) in una pagina WEB all'indirizzo http://www.giocoestudio.it

Effettuare visite di amici, parenti, compagni di scuola. La postazione situata al Day hospital, che si trova al di fuori del reparto, è utilizzata per le visite di amici e parenti che per motivi igienici non possono mai entrare nella camera dei bambini malati. Talvolta abbiamo effettuato collegamenti con interi gruppi-classe, oppure semplici "incontri" e dialoghi con parenti, fratelli e sorelle.

Alcune attenzioni

Utilizzando il sistema di comunicazione, abbiamo avuto modo di osservare alcuni aspetti che sono degni di attenzione particolare:

A seguito delle esperienze che abbiamo effettuato con i bambini, abbiamo elaborato alcune linee-guida da tenere presenti quando attiviamo una comunicazione tra un bambino malato e delle persone esterne (cfr. appendice). E' importante, secondo noi, che chiunque decida di attivare questo tipo di strumenti in un ambiente difficile come quello di un ospedale pediatrico, si interroghi con attenzione sul significato e sui diversi aspetti che una comunicazione del genere comporta.

Conclusioni

La ricchezza e la potenzialità della tecnologia possono aiutare molto un bambino malato, ma queste risorse da sole non bastano. Occorre sviluppare, accanto alle risorse tecniche, un adeguato metodo di lavoro, un progetto elaborato in équipe, dei sistemi di verifica e monitoraggio efficienti. Solo così si potrà essere certi che le risorse verranno usate correttamente.

Per contattarci:

Insegnanti della scuola elementare presso l'ospedale "Silvestrini di Perugia"

Tel. 075/5782412

Direzione Didattica Primo Circolo Via Albinoni 30 - S. Sisto - Perugia

Tel. e Fax: 075/5270130


Appendice

Indicazioni metodologiche per la realizzazione di un collegamento
tra un bambino ricoverato e dei coetanei attraverso il sistema BAMB.I.

Con il bambino ricoverato:

Con i bambini che vengono in visita

In classe o a casa:

In ospedale:

Fonte: Scuola elementare D.D. 1o Circolo presso l'ospedale "Silvestrini" - Perugia

Progetto educativo di plesso 1996/97 e successivi