Corriere Scuola


"Io voglio tornare a casa! Questa pancia è paurosa, non voglio finirci dentro mai più" scrive un piccolo
paziente nel toccante sito Internet (www.giocoestudio.it) della scuola elementare presso il reparto di
oncoematologia pediatrica dell'ospedale Silvestrini di Perugia. La pancia in questione è quella della
"Balena", cioé della malattia che inaspettatamente l'ha inghiottito. "Balena Bianca - spiegano i tre
insegnanti della scuola, Michele Capurso, Stefania Finauro e Cinzia Bizzarri - è il nome del progetto
pensato per i nostri allievi: vorremmo aiutarli a familiarizzare con la realtà in cui sono costretti a vivere
per diversi mesi".

"Come docenti oltre ad occuparci della didattica tradizionale - proseguono - diamo importanza al contatto umano. Dal lunedì al venerdì, incontriamo individualmente i bambini ricoverati che, per motivi igienici, non possono entrare in contatto fisico fra di loro. Cerchiamo di spiegare come funziona la vita in ospedale, quali sono i ritmi e gli orari (vedi, nel sito, l'ipertesto "La mia giornata"). Aiutiamo i piccoli a mantenere rapporti (attraverso fax, lettere) con le classi di provenienza. Usando come base di partenza gli strumenti medici, li invitiamo a realizzare disegni e storie fantastiche (vedi "Lo stetoscopio ciccione" o "La flebo che russava sempre", inventate utilizzando un metodo proposto da Gianni Rodari) che spesso trasferiamo in Internet. Grazie a "Bamb.I-Bambini Insieme", una sofisticata rete multimediale (realizzata con il contributo del Comitato Chianelli, la locale associazione dei genitori, e composta da undici postazioni, ognuna delle quali comprende telecamera a circuito chiuso, interfono, computer, tv e videoregistratore) che collega le camere tra di loro e con una postazione esterna al reparto, diamo una mano ai bimbi a comunicare con altri coetanei ricoverati o con parenti in visita".

Una volta dimessi, i bambini frequentano il day hospital per diversi mesi, per sottoporsi a cure intensive. "Anche in questo periodo - dice Gabriele Goretti, direttore didattico della scuola - garantiamo l'assistenza scolastica. Crediamo che la presenza di un insegnante, dall'ingresso in ospedale fino alla completa guarigione, sia un indispensabile supporto psicologico ed emotivo per un bambino".

Diletta Grella

Corriere della Sera
Venerdì, 29 Gennaio 1999
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