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Associazione Gioco e Studio In Ospedale

Michele Capurso (a cura di)

Gioco e studio in ospedale

Creare e gestire un servizio ludico-educativo in un reparto pediatrico

SBN 88 - 7946 - 390 - X pp. 246 - cm 17 x 24 - L. 34.000 - Euro 17,56



PAROLE CHIAVE: bambino, ospedalizzazione, psicologia, malattia, scuola, gioco, famiglia équipe.    
     

Un libro che accompagna centinaia di educatori, insegnanti, animatori e volontari nel loro quotidiano lavoro negli ospedali pediatrici e che ha ispirato decine di progetti concreti in tutta Italia.

Al giorno d’oggi, grazie agli importanti progressi compiuti dalla medicina, malattie un tempo «incurabili» registrano tassi di guarigione relativamente elevati. Dal punto di vista della «salute fisica», le possibilità di ricevere cure adeguate, anche nel caso dei bambini, migliorano di anno in anno. Tuttavia, la «macchina terapeutica» degli ospedali rischia di rimanere insensibile al disagio psicologico dei pazienti, soprattutto se questi sono bambini, che si trovano – in una fase della vita delicata, come è l’età evolutiva – a vivere il trauma emotivo che si accompagna alla ospedalizzazione. Questo libro nasce dall’esperienza dei corsi di formazione "Bambini in Ospedale", creati e gestiti dalla Associazione Gioco e Studio in ospedale e frequentati ogni anno da operatori di tutta Italia.

Il testo esamina le caratteristiche della "scuola-gioco in ospedale", tenendo sempre presente il legame tra l'aspetto didattico, quello ludico-ricreativo e la dimensione del lavoro di èquipe, cosi importante per la relazione d'aiuto al bambino malato. Ogni capitolo è corredato da preziose indicazioni operative, sotto forma di esercitazioni e questionari. Gli argomenti analizzati sono: il concetto di malattia nel bambino, e gli atteggiamenti tipici di fronte al ricovero in ospedale; il lavoro in équipe nel reparto pediatrico; l’organizzazione della scuola e del gioco in ospedale; l’uso delle tecnologie didattiche; la gestione della relazione tra familiari e operatori e la prevenzione del burnout; la storia dello sviluppo delle attività ludiche ed educative rivolte ai bambini in ospedale. Ogni capitolo è corredato da preziose indicazioni operative, sotto forma di esercitazioni e questionari; completa il volume un’appendice che raccoglie una serie di «idee per giocare e studiare in ospedale», da una parte, e le più importanti normative emanate in materia, dall’altra. L’opera è rivolta principalmente a chi lavora nell’ambito dell’assistenza pediatrica (medici, insegnanti, infermieri, psicologi, animatori di ludoteche, volontari, ecc.); a chi opera nel campo della formazione (dato l’ampio materiale didattico-operativo che esso fornisce); a chi, infine, si accosta all’argomento per la prima volta e ha bisogno di una traccia chiara ed esaustiva dei principali aspetti della tutela dei bambini in ospedale.

Possiamo Parlare di una vera e propria educazione alla resilienza. Bambini e bambine che vivono delle «deformazioni», delle compressioni, in altre parole dei traumi, hanno la possibilità di ritrovare la loro struttura di equilibrio se hanno lo spazio per farlo. In questo aso si tratta innanzitutto di uno spazio mentale, che permetta loro di trovare, accanto agli eventi che li hanno colpiti, delle opportunità di sviluppo e di recupe- ro. Uno di questi può essere certamente il gioco; difficile, però, è limitarlo agli aspetti di mero passatempo. Quasi sempre nell’attività ludica sono presenti elementi cognitivi, nel qual caso il gioco può rappresentare una possibilità di conoscere — per esempio — il mondo in cui si sono trovati per un evento che sembrava soltanto traumatico. Ecco come si possono riaprire degli spazi e offrire la possibilità di una vera e propria educazione alla resilienza. Ed è senz’altro possibile (anche se non automatico) che una buona educazione alla resilienza contribuisca a far superare soglie di dolore che, diversamente, sarebbero molto più difficili da attraversare. È così che nascono dei collegamenti tra la qualità della vita (sia mentale che fisica) e la possibilità di migliorare la propria salute.

A. Canevaro, Prefazione

 
CONTENUTI

    Prefazione (A. Canevaro)

  • La psicologia del bambino (malato)
  • Lavorare in équipe
  • Fare scuola in ospedale
  • Il gioco
  • Multimedialità e nuove tecnologie
  • La relazione con le famiglie
  • La tutela psicofisica
  • Un po’ di storia
  • Appendice:
    - 179 idee per giocare e studiare in ospedale
    - CM 353/98
    - Esempio di ocnvenzione tra scuola ed ospedale
    - Protocollo d'intesa interministeirale 2000
    - Differenze tra scuola "esterna" ed in ospedale.
    - Scala Wong-Baker di automisurazione del dolore
    - Bibliografia ragionata sul bambino malato.

Informazioni sulla reperibilità:

minilogo Disponibile presso il Centro A.C. Capelli
Il testo può essere acquistato online presso il sito dell'editore o presso qualsiasi libreria.