Congresso Internazionale "Il bambino in ospedale"
CHE COSA INTENDIAMO PER TERAPIA
DEL GIOCO NEGLI OSPEDALI SVEDESI?
Ivonny LINDQUIST
da: Bambini in ospedale N. 13 - Maggio 1989

Studio presentato su richiesta al Congresso Internazionale "Il bambino in ospedale",

8-9-10 ottobre 1987, Bologna, Italia
di Mrs Ivonny Lindquist,
M.D. h. c. - Former Head of Section
National Board of Health and Welfare - Stockholm, Sweden


Quando parliamo di terapia del gioco in ospedale, evidentemente non ci riferiamo sempre alla stessa cosa e, per questo motivo, vorrei spiegare che cosa significa l'espressione "terapia del gioco" in Svezia e negli altri paesi scandinavi.


Terapia del gioco è, secondo la nostra definizione, la cura pedagogica e psicologica dei bambini e dei loro genitori durante l'intero periodo della loro permanenza in ospedale.


Il nostro scopo non è soltanto di fornire degli strumenti occasionali per l'attività di gioco, di breve durata. Noi vogliamo esercitare un'influenza sulle attitudini e le condizioni di cooperazione tra bambini/genitori e personale ospedaliero.


Questo può apparire piuttosto pretenzioso; ma è tuttavia evidente che questo scopo può essere raggiunto con mezzi abbastanza semplici e non troppo costosi. Noi dovremmo sdrammatizzare la permanenza in ospedale e cerchiamo di farlo lavorando indirettamente per il beneficio dei bambini e così pure direttamente con i bambini.


Dal momento che ci siamo resi conto, gradualmente, dell'importanza fondamentale dell'attività del gioco per lo sviluppo dei bambini, coloro che sono responsabili del servizio di cura della malattia e riabilitazione sono pure arrivati a capire che si deve fare qualcosa per spingere i bambini malati e disabili al gioco al fine di evitare di danneggiare il loro sviluppo.


Le esperienze più difficili da sopportare per un bambino, non sono sempre la malattia in sé o il suo trattamento, ma l'essere lontano da casa, I'essere separato dai suoi genitori, I'essere spaventato delle cose sconosciute che possono accadere, sentire la paura causata da strani odori, suoni, strumenti, isolamento; e tutte queste esperienze possono lasciare cicatrici incurabili nell'animo di un bambino e fargli più danno che non le cicatrici sul suo stomaco dopo un'operazione. Immagino che ci siano alcuni di noi qui presenti che sono tuttavia tormentati dalla paura del dentista benché la nostra prima visita avesse avuto luogo molto tempo fa.


Quando si deve andare dal dentista, non c'è modo di sfuggire ad un sentimento di disagio per quanto fortemente uno cerchi di convincersi a credere che non vi è ragione per essere ansioso. Allo stesso modo i bambini possono divenire in preda al panico per tutta la loro vita al solo pensiero di entrare in ospedale, se non è stata data loro la possibilità di liberarsi dall'evento pauroso che l'esperienza di restare in ospedale è stata per essi. Anche gli stessi adulti sentono la necessità di reagire contro una sgradevole permanenza in ospedale. Molti di noi hanno, senza dubbio, incontrato persone che sono da poco tornate a casa dall'ospedale. Durante i primi giorni dopo il loro ritorno a casa e praticamente senza speranza cercare di parlare con loro di qualunque altra cosa che non sia la loro esperienza in ospedale.


I bambini non reagiscono alla stessa maniera degli adulti di fronte a ciò che accade loro. Si esprimono con i movimenti del loro corpo, con i gesti e il loro comportamento, e, prima e più importante, attraverso l'attività del gioco. Affinché vengano date loro le stesse possibilità di autoespressione che sono date alle persone adulte, dobbiamo fornire loro la possibilità di esprimersi attraverso il gioco. Si devono procurare materiali di gioco adatti al livello di sviluppo di ogni bambino. Si devono mettere a disposizione luoghi dove possono giocare. Con l'incoraggiamento e la comprensione dobbiamo indurli a giocare.


Dobbiamo ascoltarli con un orecchio sensibile ed essere molto attenti in modo da essere in grado di interpretare quello che loro stanno tentando di dirci con il gioco.


Le relazioni genitori-bambini sono disturbate quando un bambino entra in ospedale, specialmente quando i genitori non possono rendere visita al bambino così spesso come desidererebbe. Il bambino interpreta l'assenza dei suoi genitori come l'essere abbandonato da essi, in parole povere, come se i suoi genitori avessero voluto punirlo. In questa difficile situazione è un aiuto per i bambini così pure per i genitori se l'atmosfera dell'ospedale è accogliente per i bambini. La prima impressione di un ospedale è data dalle sale di attesa. Ci dovrebbero essere tendaggi a colori vivaci in queste stanze e quadri alle pareti, alcuni disposti in basso perché i bambini li possano osservare. Gli oggetti di gioco dovrebbero essere di grosse dimensioni per poter essere manipolati da bambini di differenti età. La varietà dei giocattoli dovrebbe essere limitata per facilitare il lavoro di tenerli in ordine. Quando i bambini e i genitori entrano in ospedale, si trovano spesso in uno stato di nervosismo e ansietà e, evidentemente, è più facile per loro rilassarsi in un ambiente che non sia troppo nudo e sterile, che offra qualche cosa da osservare. Si dovrebbero procurare giocattoli con cui giocare e libri da guardare.


Nelle stanze in cui hanno luogo gli esami e il trattamento clinico, i bambini si sentono meno ansiosi se vi sono quadri e mobili da guardare e pochi giocattoli da toccare. Gli strumenti medici e altre apparecchiature dovrebbero essere nascoste quanto più possibile per evitare di spaventare i bambini.


Se il bambino è abbastanza grande da comprendere quello che gli si dice è importante spiegargli quello che gli verrà fatto e perché si deve fare. I bambini piccoli dovrebbero avere vicina la loro madre o il loro padre durante tutto il tempo per spiegare e dare loro conforto e rassicurazione.


Lo stesso consiglio che abbiamo dato per le sale di attesa vale per i reparti dei bambini; ci dovrebbero essere esperienze visive con colori allegri e oggetti di gioco per bambini di diverse età. Non è necessaria una grande quantità di materiale purché venga scelto con cura. Si dovrebbero provvedere oggetti che siano facili da mantenere puliti ma graziosi e colorati vivacemente.


In molti casi lo stesso tipo di materiale può essere usato da bambini di età diverse, semplicemente lo usano in maniere diverse.


In Svezia si è trovato che la cosa migliore da fare per i bambini ospedalizzati è di allestire uno speciale reparto per la terapia del gioco, in cui i bambini possono venire a piedi o in carrozzelle. Si dovrebbe provvedere ad una disposizione per cui i bambini possano abbandonarsi a giochi non strutturati. Questi giochi si sono dimostrati di un particolare valore da un punto di vista terapeutico. Giocando con la sabbia e l'acqua i bambini esercitano le capacità motorie delle loro mani e anche i propri organi di senso. Scavando, travasando, modellando, toccando esercitano il loro senso della quantità, di quanto è contenuto in una latta più grande o più piccola, come travasare dell'acqua senza farla cadere e così via.


I bambini imparano a conoscere il mondo e a scoprirlo nelle loro attività di gioco. Mentre stanno giocando mettono se stessi e gli altri alla prova. I concetti di spazio e corpo vengono loro rivelati attraverso i differenti movimenti in una stanza.


Travestendosi, ad esempio, da infermiera e dottore sono in grado di trasferire le sensazioni per le terapie a cui sono stati sottoposti, trattando una bambola allo stesso modo. Nel reparto per la terapia del gioco, i bambini sono liberi di scegliere quello che voglio fare, e con quali bambini o adulti vogliono stare insieme oppure essi possono scegliere di starsene da soli in un angolo tranquillo, proprio come piace loro. I genitori e il personale possono accompagnare i bambini nella stanza della terapia del gioco e possono stare insieme e rilassarsi. Se uno lo desidera, può cantare o giocare. Qualche volta noi facciamo (nella sala della terapia del gioco) delle feste. Il reparto di terapia del gioco è un luogo di sicurezza e di comfort per l'intero ospedale. Il fisioterapista viene qui per far fare esercizi ad alcuni dei bambini insieme al terapista del gioco. Èpossibile per lo psicologo studiare i bambini nelle diverse attività di gioco e anche il loro comportamento sociale. Èpossibile per i dottori e gli assistenti sociali osservare come i bambini si comportano insieme ai loro genitori, in un modo notevolmente diverso rispetto alle occasioni in cui i bambini sono esaminati e curati.


Ogni cosa predisposta per il vantaggio dei bambini e dei loro genitori parla loro senza bisogno di parole, dicendo: Qui hanno cura di noi, sanno di che cosa i bambini hanno bisogno.


Il personale della terapia del gioco dovrebbe prestare attenzione a che ci siano oggetti di gioco, libri e dipinti e altre cose nelle sale di attesa, nelle sale di analisi e nei reparti-malati. Dovrebbero mostrare all'altro personale come usare il materiale di gioco e spiegare l'importanza dell'attività di gioco per i bambini. Dovrebbero anche dare dimostrazioni di come si usa il materiale di gioco mentre il bambino viene esaminato. Le comunicazioni tra bambini, genitori e personale saranno facilitate se la loro conoscenza inizia coinvolgendosi attraverso il gioco anziché attraverso la storia del caso medico o la strumentazione medica.


A quali bambini deve essere permesso di entrare nel reparto di terapia del gioco? Secondo la nostra esperienza, soltanto i bambini con malattie infettive o i bambini che sono estremamente sensibili alle infezioni non devono essere ammessi. Vi sono molti che pensano che i bambini che stanno per morire non dovrebbero partecipare, ma si è dimostrato che questo e sbagliato. Anche se sono malati di regola, essi desiderano partecipare alla terapia del gioco per essere insieme ai loro amici e giocare con essi fin quando è possibile.


Il terapista del gioco ha anche il compito di prendere un carrello caricato con giocattoli e materiale per tenere occupati i bambini e andare dai bambini che non possono venire nel reparto di terapia del gioco. Deve anche prestare attenzione che i pazienti di lunga degenza abbiano la possibilità di godere di esperienze differenziate anche se si trovano isolati dai loro compagni. Si possono portare loro cose dall'esterno. Fiori, rami, pietre e altri oggetti danno al bambino la sensazione di essere in contatto con il mondo esterno. Noi cerchiamo di coccolare i bambini che devono ritornare spesso in ospedale dando loro piccoli regali o accompagnandoli in gite all'interno e anche fuori dell'ospedale. Chiediamo ad amici e conoscenti di mandare cartoline e lettere ai bambini malati che sono pazienti lungo-degenti (continua).


Traduzione di Rita Burelli

 

References

- Lindquist, Ivonny "Therapy through play". Arlington Books, London 1977.


- Lindquist, Ivonny "Spel als therapie". Kooyker Reeks, Rotterdam 1977.


- Lindquist, Ivonny "Therapie durch Spiel". Paul Haupt, Bern 1980.


- Lindquist, Ivonny "Seminar on Play Therapy". Pediatrician Vol. 3, No 6, 1974.


- Lindquist, Ivonny "Play in Hospital" from "Biology of play". C. D. M. London 1977.


- Lindquist, Ivonny "Psychologische Arbeit in Schwedischen Kliniken" from "Kinder zwischen Medizin und Padogogik". Verlag der Schweizerischen Zentralstelle fur Heilpadagogik, Luzern, 1979.


- Lindquist, Ivonny "Die psychische Betreuung des padiatrischen Patienten". Acta paedopsychiatr. 45, 43-50 1979.


- Lindquist, Ivonny "Therapeutic use of Play" from "Children and Parents in Hospitals". S. Karger, Basel 1980.


- Lindquist, Ivonny "Influencing Attitudes Toward Children's Emotional Care" from "Children's Health Care", ACCH:s Journal, Vol. 9. No 3, USA 1980.


- Lindquist, Ivonny "Influencing public attitudes" from The Family in Child Health Care. Azarnoff - Hardgrove 1981. John Wiley & Sons, New York.


- Lindquist, Ivonny "The Pole of Play Therapy" in the Hospital Care of Children from Everday Pediatrics, George Maragos, Interprint, New Delhi, 1983.


- Lindquist, Ivonny "L'enfant à l'hopital". La thérapie par le jeu. Les Éditions ESF, Paris 1985.


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