Ospedale Civile di Magenta
Reparto di Pediatria
PROBLEMATICA DEL BAMBINO UROLOGICO CON INTERVENTO
Enrica Rossi, Angela Bignami - Animatrici di Gioco
da: Bambini in ospedale N. 4 - Settembre 1986


Presso il Reparto Pediatrico sono accolti, da diversi anni, i bambini della Divisione Urologica. L'età varia fino ai quattordici anni e per la maggior parte dei ricoverati è previsto l'intervento (ipospadia, vericocele, idrocele, didimo, reflusso) e la permanenza postoperatoria.


In questi anni è emerso, evidente, quanto l'operazione è per il bambino un evento particolarmente traumatizzante, vissuto come aggressione, violenza al proprio corpo. Il bambino, spesso, ignora le pratiche mediche che deve subire (elettrocardiogramma, radiografia, prelievo), manipolazioni, operazione, medicazioni, su cui inevitabilmente fantastica o, talvolta, ha un'interpretazione distorta la quale è più minacciosa e pericolosa della realtà . Un tentativo per ridurre il rischio di danno psicologico è stato di permettere ai genitori di restare accanito al figlio ma, ugualmente, nella nostra esperienza i bambini presentano disturbi comportamentali reattivi al ricovero.

Le note più comuni sono gli atteggiamenti passivi, apatici o all'opposto di aggressività e ribellione. Per cui, non è come per l' adulto, che trova uno scarico emotivo traducendo verbalmente l'esperienza negativa subita ma, per il bambino, avendo più difficoltà espressive verbali si rivolge al gioco; questa possibilità lo rende meno teso e interviene come processo di profilassi in cui può buttar fuori e superare il momento negativo. I genitori, altrettanto, introducono altri problemi essi talvolta, non sanno controllare le paure o i pianti del figlio e invece di sostenerlo si lasciano sopraffare dall'ansia e ciò impedisce a loro di preparare il bambino all' intervento.

Molti ammettono di non riuscire ad affrontare l'argomento, altri ne hanno parlato ma in termini non realistici cioè tendenti a minimizzare o hanno preferito non parlare con la scusa che non lo ritenevano necessario in quanto troppo piccolo per capire o per lasciarlo tranquillo fino all'ultimo momento, La loro è una difesa psicologica e per cercare di aiutare i genitori, vengono inviati in gruppi ad un incontro con la psicologa, Il tutto si svolge comunicando l' importanza di preparare il bambino all' operazione. Vengono forniti suggerimenti, ma soprattutto viene favorita la possibilità di esprimere le proprie preoccupazioni, di confrontarsi e di trovare la propria situazione nella situazione di altri per un allentamento dell 'ansia.

Si consiglia il ricovero almeno un giorno prima in modo che l' animatrice può operare attraverso il gioco e il materiale per completare la preparazione all' intervento. Le attività sono mirate a stimolare l 'espressione e la creatività del bambino per permettergli di esternare la sua angoscia e le sue emozioni. l giochi sono il più possibile attivi, costruttivi per controbilanciare la passività e la dipendenza dall' intervento. Si favoriscono le attività di gruppo perchè le interazioni che avvengono sono di aiuto e sostegno reciproco in quanto hanno tutti come comune denominatore la preoccupazione, l'ansia e la paura.


Il materiale che permette di preparare il bambino piccolo all' operazione sono piccoli libri speciali che propongono un racconto illustrato. Le comunicazioni fornite attraverso il materiale visivo centrano in pieno il problema e la metafora o la storia viene recepita meglio che attraverso le spiegazioni dirette dei fatti.

L'esperienza dei protagonisti Lisa e Monica o la scimmietta Zozò, viene fatta propria parlando normalmente di paure e sentimenti. Una nota importante è che non è sufficiente leggere il racconto una sola volta ma è necessario ripetere sino a quando i messaggi sono stati assimilati. Per il pre-adolescente sono a disposizione degli opuscoli, che permettono di conoscere informazioni chiarificatrici del perchè di determinate metodiche mediche. L'opuscolo viene presentato come una lettera scritta da un coetaneo al suo caro amico Fido. Ci si è rivolti alla scelta di un cane perchè la proiezione sull'animale permette di distanziare le emozioni e manifestare più apertamente. In queste letture il pre-adolescente viene sempre affiancato dall'animatrice di gioco per riprenidere e ampliare i l discorso; essi rivelano, più frequentemente la paura di non addormentarsi , di svegliarsi durante l' operazione o di non svegliarsi . La cassetta degli strumenti medico-chirurgici è un altro positivo mezzo per aiutare il bambinio a prendere dimestichezza coni i diversi oggetti (maschera per anestesia, fonendoscopio, fleboclisi , cateteri sondini , siringhe) e perchè attraverso il gioco riescono in parte ad affrontare la paura e l' ansia mimando il loro intervento e le altre procedure mediche. Questa attività, che il bambino affronta liberamente, ma con la costante guida dell ' animatrice, gli fornisce l'occasione di vivere la sua situazione in modo attivo e sotto il suo controllo anziché subirla passivamente. Si nota che nei pazienti che devono subire più operazioni è ugualmente presente la paura, per esempio gli ipospadici, la quale può trasformarsi in terrore o panico.


Esperienze raccolte indicano che l'odore dell'etere, la maschera dell'anestesia, sono ricordati coni ripugnanza. Si nota anche che, nella maggioranza dei casi, il bambino prima dell'intervento mima il gioco e ne è protagonuista, dopo l'intervento la scelta del pazienute si orienta verso il pupazzo o l'orso di pezza e il suo ruolo è quello di chirurgo che dà sfogo alla sua aggressività latente. Spesso il disagio è tale che nega il suo intervento con altre procedure mediche. La cassetta degli strumenuti è di conseguenza la chiave giusta per la preparazione all' intervenuto e per alleviare il futuro malessere che il bambino deve subire.


Il bambinuo spesso si esprime più apertamenute con una persona che non sia la mamma, però capace di condividere il suo problema perchè è disponibile e più facilmente non si lascia travolgere dall'emotività pur entrando in sintonia coni lui, permettendogli espressioni di aggressività che riesce a contenere senza reprimerle. Queste attività e l'opera dell' animatrice di gioco hanno un profondo significato terapeutico per le problematiche del bambino che deve subire un, intervento.


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