CIGI
ANIMAZIONE IN OSPEDALE
Armida Carla CAPELLI
da: Bambini in ospedale N. 15 - Febbraio 1990

Questo è l'ultimo contributo di Armida Carla Capelli all'approfondimento del significato dell'animazione in ospedale.
È la testimonianza di chi, avendo lavorato con entusiasmo e tenacia per tanto tempo, ha raggiunto risultati ragguardevoli. Oggi dopo la morte di Armida acquista il senso di un'eredità preziosa per quanti operano per il benessere dei bambini ospedalizzati.


I bambini che entrano in ospedale, anche per pochi giorni, possono vivere in situazioni psicologiche abnormi che facilmente sono causa dell'insorgenza di disturbi psicologici: lontananza dalla famiglia, estraneità e pesantezza dell'ambiente ospedaliero, pratiche mediche ed infermieristiche disturbanti e talvolta dolorose, limitazioni di movimento, "vissuti" della malattia negativi, prognosi non sempre serene ecc.; tutto questo può provocare disturbi psicologici: aggressività, ansia, arresti dello sviluppo della personalità. Studi ed esperienze hanno ampiamente dimostrato e dimostrano che l'attività ludica può prevenire e curare questi disturbi. Pertanto il "gioco" in ospedale non deve essere concepito solo come attività generica, piacevole, che si fa perché deve essere fatta, perché diverte il bambino e gli fa passare il tempo, perché contribuisce ad una formazione armoniosa della personalità.

Il "gioco" in ospedale ha una valenza anche "terapeutica". Esso può prevenire e curare i disturbi psicologici già indicati.

Per comprendere appieno i significati della "animazione in ospedale" illustro una consistente ricerca da me svolta, in équipe presso l'Ente Ospedaliero Santa Corona di Milano e della quale abbiamo dato relazione in varie pubblicazioni. Questa ricerca è stata effettuata su minori degenti di ambo i sessi in età 0/16 anni, lungodegenti e brevidegenti affetti da malattie di vario tipo.
Innanzi tutto abbiamo evidenziato ed analizzato alcune situazioni psicologiche abnormi in cui vengono a trovarsi i minori ricoverati. Secondariamente abbiamo formulato alcune ipotesi di terapia per i disturbi suddetti. Infine abbiamo istituito un servizio di assistenza al gioco e verificato i risultati conseguiti.


Situazioni psicologiche

Le situazioni psicologiche abnormi individuate si riferiscono a:

A) bambini inattivi, privi di stimolazioni sensoriali, causa l'ospedalizzazione;

B) bambini depressi, apatici, timorosi, in situazioni ambientali stressanti;

C) "vissuti" della malattia tali da provocare timori, ansie, depressioni ecc.;

D) relazioni parentali disturbate che possono contribuire all'insorgenza di malattie organiche.

 

A) Tutta la vita ospedaliera appare organizzata in modo tale da rendere il bambino inattivo frenando o riducendo al minimo l'attività che molti minori sarebbero pronti a svolgere. II comportamento reattivo di questi bambini è disarmonico. II fenomeno appare grave per tre motivi:

B) Particolarmente nocive sono le seguenti situazioni ambientali stressanti:

  • l'esplicazione incombente del servizio di assistenza sanitaria (visite, interventi medici, iniezioni ecc.);
  • l'uniformità, la rigidità e la monotonia dell'ambiente ospedaliero;
  • Il grigiore e la mancanza di esteticità dell'ambiente ospedaliero.
  • C-D) La rilevazione dei "vissuti" della malattia e delle relazioni parentali disturbate che possono contribuire all'insorgenza di malattie organiche è derivata soprattutto dall'esame di risultati di prove psicodiagnostiche.
    Abbiamo evidenziato stati di disagio psicologico causati dal "vissuto" della malattia in minori degenti affetti da: asma, cardiopatia, scoliosi, nefrosi, mucoviscidosi.
    Abbiamo rilevato complessi, percezione distorta del proprio corpo, percezione negativa di sé nei confronti degli "altri", immaturità psichica globale, scarso senso dell'Io.
    La ricerca svolta su trenta minori degenti affetti da malattia asmatica media e grave ha portato a concludere che fattori psicogeni possono giocare un ruolo nella determinazione dell'asma.


    Ipotesi di terapia

    Per quanto attiene la prevenzione dei disturbi psicologici causati dalla inattività, una terapia preventiva può essere attuata rendendo il bambino degente attivo il più possibile.
    Ipotizziamo che il "gioco", attività di forza tale da vincere tutte le resistenze al fare, al partecipare, al vivere che la depressione porta con se, sia il mezzo migliore per rendere attivo il bambino degente.
    II bambino degente è esposto indiscriminatamente al flusso sensoriale che gli proviene dal mondo esterno. Si dovrebbe evitare che il bambino degente sia esposto a questo flusso sensoriale che provoca ansia, timori, depressione ecc. Ipotizziamo che se l'attenzione del bambino fosse interamente ed intensamente diretta a stimoli positivi egli non sarebbe facilmente disponibile all'assorbimento di stimoli negativi.
    Occorre che il bambino sia intensamente assorbito in una attività e che questa attività sia ad un livello di intensita superiore a quello del nuovo stimolo in arrivo. Se questa situazione non si verificasse il bambino verrebbe distratto da altri stimoli.
    Ipotizziamo che l'attivita di gioco, che è ad un livello di intensità energetica elevatissimo, riesca ad assorbire gran parte della attenzione del bambino e ad ostacolare l'entrata di stimoli negativi.
    Non dimentichiamo che l'animazione ludica in ospedale dovrebbe svolgersi sia con i bambini allettati sia con i bambini in piedi, in sala-giochi.
    Per quanto attiene la terapia curativa di disturbi psicologici in atto abbiamo analizzato 4 tipi di interventi terapeutici che ci è stato possibile anche sperimentare:

     

    a) Riteniamo che attraverso l'attività di gioco il bambino possa riuscire a sfogare la sua aggressività verso l'esterno in maniera non dannosa.
    Sarebbe utile che il bambino degente avesse facilmente a disposizione materiale tipo pongo, plastilina, sabbia, acqua ecc., materiale informe cui il bambino possa dare una forma manipolando, schiacciando, comprimendo, deformando, distruggendo, materiale però che, al termine del gioco, possa riprendere la forma primitiva, evitando così che il bambino abbia permanentemente dinnanzi a se un materiale deformato che potrebbe generare in lui sentimenti di colpa.
    Sarebbe pure efficace procurare al bambino materiale gia fuori uso, ad es. sveglie rotte, in modo che il bambino possa fare di esse ciò che vuole e come vuole.

    b) Acuta è l'osservazione di Freud del gioco, con un rocchetto, di un bambino di un anno e mezzo che riproduceva nel gioco stesso una situazione spiacevole e cioè l'assenza della madre che si era allontanata da lui. II bambino da passivo diventava attivo, un agente, un attore che metteva in atto un'azione che era fatta dalla madre ed era subita dal bambino.
    In questo modo il bambino allontanava da se il dispiacere che l'allontanamento della madre procurava
    Questa osservazione di Freud convalida le osservazioni che ognuno di noi puo fare in ospedale. Infatti vediamo che, appena possibile, i bambini ripetutamente giocano al "dottore" e all'"infermiera". Le operazioni dolorose che il medico e infermiera hanno fatto subire al bambino, per esempio al mattino, vengono ripetute dal bambino stesso al pomeriggio. In questo caso però il paziente che soffre non e più il bambino, ma il compagno, la compagna, il pupazzo o la bambola.
    Questi giochi di "identificazione con l'aggressore" possono essere considerati anche giochi "terapeutici" in quanto possono liberare il bambino da "vissuti" psicologici negativi. Pertanto sarebbe efficace dare in ospedale larghissimo posto ai giochi di questo tipo, favorendone la piu ampia applicazione.

    c) I bambini ospedalizzati possono vivere in varie situazioni di conflitto (odio per la madre che si è allontanata, rancore verso genitori e parenti che non vengono a trovarli in ospedale ecc.). II Super-ego non permette il cedere all'odio, al rifiuto, al rancore: ciò significherebbe l'instaurarsi di dolorosi sentimenti di colpa. I bambini ospedalizzati, come tutti i bambini, si difendono dall'angoscia e dall'ansia mettendo in opera quei meccanismi di difesa che magistralmente sono stati illustrati da Anna Freud e che i bambini ci rivelano chiaramente, ad esempio, nei loro disegni (negazione, regressione, razionalizzazione, spostamento, mascheramento ecc.). Molto efficace è il meccanismo della "proiezione" messo in opera brillantemente nella "drammatizzazione". II bambino, proiettando su altri (animali, burattini, personaggi interpretati ecc.) i sentimenti contrastanti e proibiti che generano il conflitto, se ne liberano. La drammatizzazione è una catarsi, una purificazione liberatrice. Essa rientra nella attivita ludica, nel gioco di imitazione e di rappresentazione.
    Tenuto conto del valore terapeutico della "drammatizzazione" ipotizziamo che il dare largo spazio a questa attività ludica, in ospedale, possa arrecare reali benefici ai bambini degenti.

    d) I bambini ospedalizzati spesso presentano vuoti e carenze nello sviluppo della personalità.


    Un'esperienza da noi effettuata su minori degenti cardiopatici ha messo in evidenza, attraverso l'esplicazione di un'attività ludica di pittura, I'esistenza in questi malati di una notevole capacità di espressione creativa. Tanto che si è dedotto che sarebbe efficace un avviamento di questi soggetti ad attività lavorative come: il disegno, l'artigianato artistico, la meccanica di precisione.
    II minore cardiopatico ha delle limitazioni motorie che però possono essere compensate dalle sue notevoli prestazioni nel settore grafico. Attraverso il gioco si può rendere il minore ammalato consapevole delle sue reali capacità colmando vuoti dannosi.
    Ipotizziamo che il gioco, che ha una notevole molteplicità di contenuti che si riferiscono a tutte le attività del bambino, sia il mezzo migliore per rendere palesi al bambino le sue reali capacità colmando eventuali vuoti dannosi e producendo un efficace equilibrio psichico.


    Istituzione del servizio educativo in ospedale

    Passando dalla teoria alla fase operativa occorre considerare i seguenti argomenti:

    1) Abbiamo creato presso l'Ospedale di Pietra Ligure alcuni spazi per il gioco dei bambini degenti. Èmolto difficile in una istituzione che ha secoli di vita sulle spalle dare inizio a qualcosa di nuovo. Sono occorsi molta tenacia, molta pazienza, molto coraggio e molta fede. Gradatamente, a piccolissimi passi, venne sistemata una sala- giochi presso la Divisione di Pediatria. Inoltre presso la Divisione di Ortopedia e Traumatologia Infantile si provvide a sistemare una sala di degenza a sala-giochi.
    Particolare attenzione venne data al gioco dei bambini obbligati a letto.

    2) L'interessamento al materiale ludico deve essere sistematico. Occorre tener sempre conto della diversità fra materiale per gli immobili e materiale per i mobili. Nel primo caso il materiale deve soddisfare particolari esigenze di ordine, igiene e tranquillità. Nel secondo caso deve favorire la possibilità di movimento tenuto conto, si intende, dei limiti e delle modalità riferentesi allo stato di salute del soggetto e dell'ambiente.
    II materiale deve essere solido, semplice, privo di pericoli e dare larghissima parte alla creatività del bambino.
    II C.I.G.I. ha curato (M. Hirs, ,69) un utile fascicolo illustrato che mostra quali siano i giocattoli più adatti per i bambini degenti. Degno di particolare rilievo è un tavolino da gioco per i bambini obbligati al letto che ho reperito durante un mio viaggio di studio a Ginevra.

    3) Per quanto riguarda il personale di assistenza al gioco, dato che lo Statuto e il Regolamento interni dell'ospedale non contemplavano nell'organico il ruolo di "animatrice di gioco", venne richiesta ed ottenuta l'istituzione di due sezioni di scuola materna statale, la prima di questo tipo nel nostro Paese. Venne richiesto personale fornito del titolo di specializzazione per l'insegnamento agli handicappati dato che si tratta di una assistenza ludica anche "terapeutica".
    I risultati conseguiti sono soddisfacenti e qui riporto quanto in merito abbiamo formulato al termine della nostra sperimentazione:


    Concentrazione

    La concentrazione nell'attività ludica è , in generale, notevolmente aumentata. Mentre il bambino, privo di assistenza, passa da un oggetto all'altro, da un movimento all'altro ripetutamente, senza focalizzare l'attenzione o con attenzione di brevissima durata, ora è capace di prolungata concentrazione. Di essa talvolta cronometriamo la durata e valutiamo l'intensità. Abbiamo osservato, ad esempio' che ora un bambino può concentrarsi nel gioco per circa trenta minuti consecutivi.


    Distruzione

    La distruzione di materiale come sfogo di aggressività verso l'esterno è pressoché sparita. Non si assiste, se non sporadicamente, al ripetuto getto di giocattoli per terra, alla deformazione e distruzione di materiale ludico.
    Osserviamo sequenze ludiche ordinate che il bambino rispetta spontaneamente con serietà. I momenti più distesi e ricchi di significato sono proprio i momenti di gioco. In essi è possibile all'educatrice osservare, cronometrare, capire molte cose del comportamento del bambino.


    Intelligenza

    Non assistiamo ad arresti o ad impoverimento dello sviluppo intellettivo. Questo ci viene confermato dal linguaggio dei bambini che parlano molto, chiedono e rispondono. Dal loro comportamento verbale possiamo dedurre che l,attenzione, la memoria, il giudizio, il ragionamento, i concetti di tempo e di spazio evolvono regolarmente. Le domande sono pertinenti e le risposte banali non accontentano. Sono bambini vivi, pieni di interessi, spontanei nei contatti con gli altri.


    Rapporti con gli altri

    Abbiamo osservato che l'affettività e la socialità dei piccoli degenti migliorano notevolmente. Essi diventano capaci di scegliere e accettare un compagno che entra per la prima volta in ospedale 0 che ritorna dall'isolamento o che è dimesso. I rapporti con l'animatrice di gioco sono molto affettuosi. L'accolgono con gioia quando arriva al mattino e la salutano alla sera' con la certezza di rivederla il giorno dopo. I rapporti con i medici e le infermiere si fanno vieppiù distesi. Anche i rapporti con i familiari sono più sereni. L'allontanarsi della madre, al termine della visita, non costituisce più una tragedia. E un distacco senza pianti né urli. II gioco svolto in gruppo stimola una vita di gruppo in cui è possibile una reciprocità di stimoli e risposte e un adattamento reciproco.


    Serenità

    L'atmosfera in cui i bambini vivono è un,atmosfera serena. I piccoli degenti, con gli occhi, con il sorriso, con le parole, con il movimento, con la curiosità esprimono la loro gioia di partecipare alla vita.

    Le testimonianze di un avvenuto miglioramento nel comportamento dei piccoli degenti vengono dal personale sanitario che spesso esprime la profonda convinzione che ormai non si possa fare a meno di un un servizio di assistenza al gioco in ospedale. Dalle educatrici che affermano che i piccoli degenti hanno maggior diritto dei bambini sani ad un servizio di assistenza di questo tipo. Dai genitori che ci dicono di essersi accorti che dacché funziona questa assistenza i rapporti con i loro figliuoli sono molto più distesi e cordiali.

    Dal 1981 si è costituito un Gruppo volontario di studio e ricerca sul tema: "Bambini in ospedale: il servizio educativo-scolastico" (Ass, "E. Medea"S.l.A.M.E. e C l. G. 1.). Questo gruppo, da me coordinato, e costituito da personale educativo in servizio presso 35 ospedali situati in varie Regioni.

     

    Ci e' possibile, pertanto, conoscere la situazione della "animazione in ospedale oggi.

     

    Oggi la fase sperimentale su questo tema possiamo dire che e superata. Si e ormai affermata la necessita di questa "animazione. Oggi siamo in una fase di evoluzione. Si cerca di migliorare, di perfezionare l 'attivita educativa centrata sulla attivita ludica.


    Si pone particolare attenzione a:

    - distinzione tra gioco per i degenti immobili e gioco per i degenti mobili;

    - snellimento delfunzionamento della sala-giochi tenendo presenti i problemi relativi a spazi, attrezzature, materiale, personale di assistenza. Nella salagiochi si riuniscono minori di varia eta, in condizioni fisiche di vario tipo, con interessi differenziati ed occorrono pertanto capacita ed impegno per far si che ogni minore possa soddisfare i propri interessi in un 'atmosfera laboriosa, serena, tranquilla;

    - coinvolgimento dei genitori nelle attività ludiche. I genitori, oggi, hanno diritto a vivere permanentemente in ospedale, vivono permanentemente in ospedale e questa presenza crea grossi problemi anche per quanto riguarda l'attivita ludica.


    Ci sono anche "prospettive" per il futuro. Si tende a dare particolare attenzione alle < attività di espressione". Queste possono essere considerate attivitd "ludiche" aventi un particolare significato "terapeutico" per i minori degenti.


    Riteniamo appropriati termini quali: musicoterapia, burattinoterapia, terapia occupazionale ecc. Tutte le numerosissime attivita di espressione esistenti possono essere raggruppate in questi 5 settori: musica / teatro / pittura / lavoro manuale artigianale / psicomotricita.


    Nell 'ottobre del 1988, ad iniziativa del C.l.G.I., si e tenuto un Seminario di Musicoterapia presso la Clinica Pediatrica dell'Ospedale San Matteo di Pavia.


    Occorre tener presente che e efficace considerare l 'argomento "animazione in ospedale" in stretta connessione con il problema che riguarda l '"animazione" per gli handicappati in generale. Segnalo, a questo proposito, gli atti del convegno dal titolo: "Gioco e Disadattamento" che si tenne a Milano nel 1970, ad iniziativa del Comune di Milano e del C. I. G. I. L 'ampia esposizione di studi ed esperienze in essi contenuta puo rendere consapevoli di cio che in comune hanno questi due argomenti.


    Per quanto attiene gli "operatori" della animazione in ospedale possiamo dire che attualmente la stragrande maggioranza di essi e costituita da insegnanti di scuola statale e comunale (materna, elementare, media).


    Nel 1982 il Gruppo di studio e ricerca che ho menzionato precedentemente ha redatto un "Profilo professionale dell 'insegnante-animatore in ospedale".


    Sono uscite, fino ad oggi sette tesi di laurea e diploma sul tema: "Bambini in ospedale: problemi educativi". Abbiamo redatto una bibliografia ragionata sull'argomento, redigiamo il quadrimestrale C.I.G.l. "Bambini in Ospedale".


    Considerato pertanto che ormai questo argomento ha raggiamo un buon livello strutturale e che il fenomeno poggia ormai su un insieme di conoscenze, studi, sperimentazioni, ricerche, documentazioni validi che danno consistenza e organicità all'argomento in parola, possiamo auspicare che si attuino corsi di specializzazione che abilitino gli operatori a svolgere, con competenza, questa attività.


    Ricordiamo infine che l'animatore in ospedale deve sempre avere presente che deve lavorare sistematicamente in stretta e cordiale collaborazione con gli altri operatori ospedalieri: medici, paramedici, psicologi, assistenti sociali.


    Armida Carla Capelli

     

     

    In ricordo di Armida Capelli

    Vi sono incontri nella vita che, da subito, si rivelano determinanti.

    Così è stato quando ho conosciuto, dieci anni fa, la Dott. C.A. Capelli; una personalità forte in un aspetto fisico fragile.

    Erano anni "bui" per le scuole in ospedale e i nostri incontri con lei erano un coro di sfoghi e di proteste.

    Le difficoltà di inserimento nelle cliniche pediatriche erano notevoli e lei nella memoria mi rimane come la prima persona che ha dimostrato fiducia e, soprattutto, una fede profonda nel nostro lavoro. Èstata una donna coraggiosa che ci ha accompagnato per un decennio, difendendoci e sostenendoci senza mai un tentennamento, ma con un'incrollabile perseveranza e tenacia.


    Nelle difficoltà con gli ospedali, nella problematica interna al gruppo (chi deve fare questo lavoro ? Insegnanti, animatori, psicologi, ecc.) mai dalla sua bocca è uscita una polemica e una delle sue frasi ricorrenti e stata: "In ospedale c'e posto per tutti", perchè era consapevole dell'urgenza dei diritti dei bambini, aldilà delle riforme legislative e delle normative che non esistono.Un pensiero rincuora: che ha visto l'evoluzione culturale e l'espansione del lavoro ludico e didattico negli ospedali italiani.


    Negli ultimi anni, con lei, sono fioriti gli scambi d'informazioni, i corsi di formazione, le tesi di laurea sul bambino malato, e si è teorizzato sulla metodologia in ospedale. II vuoto è sempre proporzionale alla persona che lo lascia; quindi: grande. La parola che ci dona in eredità penso sia, senza alcun dubbio, "continuare".


    Maria Teresa Mangini - Presidente Associazione A.C. Capelli - Gioco e studio in Ospedale

     

    "Le operazioni dolorose che medico e infermiera hanno fatto subire, per esempio al mattino, al bambino, vengono ripetute dal bambino stesso al pomeriggio. In questo caso però il paziente che soffre non è più il bambino, ma il compagno o la compagna, o il pupazzo o la bambola".


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