MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

CIRCOLARE 345 PROT. N. 3459 DEL 2 DICEMBRE 1986

Oggetto: Scuole elementari statali funzionanti presso i presidi sanitari.

 

Nell'ambito delle iniziative volte a rendere più funzionale e incisivo il servizio scolastico in settori particolari dell'istruzione primaria, anche in previsione dell'applicazione dei nuovi programmi didattici di cui al D.P.R. del 12-2-1984. n. 104, questo Ministero ha ritenuto di prendere in esame la situazione delle scuole elementari statali funzionanti presso i presidi sanitari allo scopo di verificarne l'organizzazione e migliorarne il funzionamento.

L'attività didattica rivolta ai bambini ricoverati nelle strutture ospedaliere riveste un ruolo estremamente rilevante in quanto garantisce ai bambini malati il diritto all'istruzione e contribuisce al mantenimento o al recupero del loro equilibrio psico-fisico.
Si rende opportuno, pertanto, effettuare la ricognizione dei posti funzionanti ad accertare, previe opportune intese con i direttori dei presidi sanitari, l'eventuale necessità di nuove istituzioni per garantire il servizio scolastico laddove il numero dei ricoverati in età scolare lo giustifichi.
Le SS.LL. si avvarranno della collaborazione degli ispettori tecnici periferici sia per un attento esame delle richieste di nuove istituzioni, sia per verificare l'efficienza del servizio dal punto di vista della qualificazione del personale docente e dal punto di vista organizzativo.
In merito al primo aspetto si osserva che la figura dell'insegnante, ponendosi accanto alle tradizionali presenze ospedaliere, assume, nel rapporto interpersonale con gli alunni, und duplice funzione: rassicurante a livello psicologico e di sostegno e guida a livello educativo.
L'attività educativa non potrà prescindere da un'accurata programmazione, funzionale alla diversa durata della decenza in ospedale dei singoli allievi. e dovrà concretizzarsi in interventi didattici differenziati commisurati alle effettive possibilità di ciascun alunno nel quadro delle condizioni cliniche e del tipo di reparto ove i bambini sono ricoverati.
Risulta evidente che l'opera educativa rivolta ai bambini ospedalizzati richiede un'adeguata qualificazione professionale dei docenti, individuabile nell'approfondita preparazione psicopedagogica garante della padronanza di metodologie diversificate da utilizzare nella prassi didattica, nell'uso consapevole delle nuove tecnologie dell'informazione e dei sussidi didattici; in una specifica conoscenza della organizzazione ospedaliera. della vita di reparto e degli effetti, temporanei o definitivi, che alcune particolari patologie o terapie possono provocare sul processo di apprendimento.
Potrà risultare estremamente utile promuovere attività di aggiornamento specifico da realizzare nell'ambito delle singole istituzioni scolastiche o in collaborazione tra più circoli didattici o, nei casi in cui obiettivamente non sia possibile realizzare forme di aggiornamento comune, attività di autoaggiornamento, rendendo disponibile. per gli insegnanti interessati, idoneo materiale di studio.
E' opportuno tuttavia che le SS.LL.. d'intesa con i direttori dei presidi sanitari ed in collaborazione con i componenti IRRSAE, promuovano iniziative di aggiornamento a livello regionale o interregionale rivolte ai docenti in servizio nelle scuole ospedaliere.
Non andrà inoltre sottovalutato l'importante contributo che potrebbe provenire dall'attivazione di forme di interscambio tra le diverse istituzioni scolastiche sia delle esperienze di aggiornamento attuate sia di significative esperienze metodologico-didattiche realizzate.
Relativamente all'organizzazione del servizio scolastico presso i presidi sanitari si evidenziano gli aspetti che seguono.

 

ASSEGNAZIONE DEL DOCENTE AL REPARTO

Per l'assegnazione del docente al reparto si procederà secondo quanto previsto dalla normativa in vigore; sarà opportuno comunque agevolare, laddove la complessità della situazione lo richieda, la rotazione degli insegnanti nei vari reparti, sia perché una conoscenza più estesa delle problematiche connesse alle differenti tipologie di malattie facilita la collaborazione fra i docenti dei diversi reparti e tra docenti e personale sanitario sia perché ogni nuova esperienza di lavoro comporta l'attivazione di specifiche modalità di intervento. che arricchiscono la professionalità del docente e lo stimolano all'impegno e all'aggiornamento.
La conoscenza delle esigenze proprie di ogni reparto. inoltre. agevola la realizzazione di iniziative comuni nell'ambito dello stesso presidio sanitario e rende possibile un'organizzazione didattica più aperta.

 

INSEGNANTE DI SOSTEGNO

In relazione all'eventualità che nell'ambito dei plessi funzionanti presso i presidi sanitari si verifichi l'opportunità di un sostegno per la presenza. costante o ricorrente nell'arco dell'intero anno scolastico. di bambini degenti portatori di handicap. i direttori didattici, su segnalazione documentata o motivata dell'ente ospedaliero. inoltreranno formale richiesta di adeguato numero di insegnanti specializzati ai Provveditori agli Studi competenti.
Gli uffici scolastici periferici. nell'esaminare le richieste pervenute. terranno conto della particolare situazione fisiopsichica dei bambini cui è rivolto il servizio scolastico.

 

UTILIZZAZIONE DELLE 20 ORE MENSILI NON DI INSEGNAMENTO

La partecipazione dei docenti delle scuole ospedaliere alle sedute del collegio dei docenti dovrà costituire un valido mezzo per un'effettiva integrazione del plesso nella vita del Circolo didattico ed anche un efficace strumento di confronto e di coinvolgimento reciproci tra tutti i docenti. per il raggiungimento della piena coesione tra l'azione educativa svolta nella struttura ospedaliera e l'attività educativa del Circolo nel suo complesso.
Alle riunioni del Consiglio di Circolo. nelle quali sia prevista la trattazione di argomenti concernenti il funzionamento delle scuole ospedaliere e l'impiego dei relativi mezzi finanziari. potrà partecipare a titolo consultivo. qualora non ne faccia già parte come membro eletto. un rappresentante dei docenti interessati appositamente designato.
Considerati inoltre gli aspetti salienti del servizio educativo svolto presso i presidi sanitari, nell'utilizzazione delle 20 ore mensili riguardanti le attività non di insegnamento, saranno accuratamente programmate le necessarie specifiche attività di aggiornamento e verranno opportunamente curati i rapporti con gli operatori dei presidi sanitari. con le famiglie dei bambini ricoverati e con la scuola di provenienza degli alunni mediane i possibili canali di comunicazione.

ALUNNI

Oltre agli alunni regolarmente iscritti, tutti i bambini ricoverati nell'arco dell'anno scolastico presso i presidi sanitari ove funzionano sezioni di scuola elementare statale vengono ammessi alla frequenza della scuola rimanendo formalmente iscritti nella scuola di provenienza.
L'insegnante di classe compilerà mensilmente appositi modo li nei quali saranno indicati i dati anagrafici, la scuola e la classe di provenienza. i giorni di frequenza; avrà cura altresì di mantenere rapporti costanti con la scuola di provenienza del bambino ricoverato.
Per tutti gli alunni dimessi sarà rilasciato un attestato di frequenza eventualmente accompagnato da ogni utile informazione che l'insegnante riterrà di fornire alla scuola di provenienza per agevolare il rientro dei bambini nella classe precedentemente frequentata.
Qualora la degenza del bambino dovesse protrarsi fino alla conclusione dell'anno scolastico sarà richiesto alla scuola di provenienza il nullaosta per la valutazione finale e per gli esami di licenza.

 

SUSSIDI DIDATTICI

Poiché le classi funzionanti presso i presidi sanitari necessitano di sussidi differenziati e di una maggiore quantità di materiale di facile consumo, i direttori dei Circoli didattici cui appartengono dette classi avranno cura di chiedere ai Provveditori agli Studi competenti una ulteriore assegnazione di fondi sul bilancio delle istituzioni scolastiche. come previsto dalle disposizioni ministeriali in materia di fondi per il funzionamento amministrativo e didattico dei circoli (2º comma, lettera b), C.M. n. 48 del 5-3-79 richiamata nella C.M. n. 349 del 21-11-1985).
I Provveditori agli Studi terranno nella dovuta considerazione le suddette richieste al fine di garantire più qualificati supporti ad un servizio scolastico così delicato.
Le SS.LL., nel dare seguito agli adempimenti di cui alla presente circolare, avranno cura di comunicare a questo Ministero i dati relativi ai rilevamenti effettuati e ogni elemento utile riferito al funzionamento del servizio dal punto di vista qualitativo e quantitativo.

 


Siamo lieti dell'interessamento del Ministero P.I. al problema della scuola in ospedale.

Si viene così a colmare un vuoto dannoso che è stato oggetto di discussione e di approfondimento da parte del nostro Gruppo di Studio e Ricerca.

Riteniamo particolarmente validi i seguenti argomenti largamente e chiaramente sviluppati nel testo di questa Circolare:

- la scuola ospedaliera non solo garantisce ai bambini malati il diritto all'istruzione, ma anche contribuisce al mantenimento o al recupero del loro equilibrio psicofisico;

- l'attività educativa non può prescindere da un'accurata programmazione che deve tener conto di: durata delle degenze. condizioni cliniche degli alunni, tipo di reparto ove i bambini sono ricoverati;

- l'opera educativa rivolta ai bambini ospedalizzati richiede un'adeguata preparazione professionale dei docenti;

-estremamente utile la promozione di attività di aggiornamento e di autoaggiornamento del personale docente;

- l'insegnante di classe avrà cura di mantenere rapporti costanti con la scuola di provenienza del bambino ricoverato;

- i direttori dei Circoli didattici avranno cura di chiedere ai Provveditori agli Studi una ulteriore assegnazione di fondi per l'acquisto di materiale didattico adeguato alle particolari necessità delle scuole ospedaliere.

Siamo perfettamente d'accordo sulla estrema utilità della promozione di attività di aggiornamento e di autoaggiornamento. ma ancora più utile riteniamo che sia una preparazione professionale di base che dovrebbe essere attuata dal docente prima di assumere servizio in ospedale.

Ad un medico si richiede il possesso della laurea in medicina, ad un infermiere il diploma di infermiere. Perché dunque all'insegnante non dovrà essere richiesto un attestato comprovante una preparazione specifica attuata in questo specifico settore educativo?

 

Armida Carla Capelli

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